Novlet
User/Email 
Password 
 Register
English  Portuguese  German  Russian  Italian  Belarusian  More languages...

... pur sempre un sorriso. Quella notte Jamie ebbe difficoltà a prendere sonno.

Jamie era abituato a lavorare da solo, ma nella settimana seguente si trovò a dover ammettere che avere una decina di persone sotto di sè per i lavori pesanti non era affatto spiacevole. L'interminabile periodo di preparazione che come al solito precedeva i fatidici minuti dell'incursione fu drasticamente ridotto, nonostante le scarse conoscenze del campo di battaglia facessero prevedere il contrario. Anche il budget pressoché illimitato di una zaibatsu era una comodità da non trascurare: bastava nominare il componente di cui si aveva bisogno e questo era disponibile nel minor tempo che le spedizioni aeree private potessero garantire.
L'unico fatto che indispettiva Jamie era la reticenza di Hagasami a rivelargli le caratteristiche del sistema su cui si sarebbe trovato a lavorare: non solo aveva insistito sull'impossibilità di svolgere un'indagine preliminare, ma si era rifiutato di fornirgli qualunque indizio sul funzionamento del segretissimo macchinario in grado di superare la barriera di Flebsch.
Si era così dovuto preparare su tutti i fronti: dal volo libero alla riga di comando, dall'interfaccia dinamica autogenerante allo spazio a ramificazione multidimensionale. Fortunatamente avevano scelto la persona giusta: Jamie era esperto di ogni interfaccia, e il suo codice personale per l'adattamento rapido, insieme alla sua innata abilità, sarebbe probabilmente stato più utile dei milioni in macchinari che aveva approntato.

A dieci giorni dal reclutamento, tutto era pronto per l'incursione. Hagasami aveva insistito perché tutto avesse luogo in una sede distaccata dai laboratori dove era custodito il soggetto, per 'ragioni di sicurezza', attraverso una linea diretta ad altissima velocità creata ad hoc. Dopo una notte di sonno irrequieto, Jamie si presentò nel capannone predisposto per le operazioni, dove il manager lo attendeva con la sua solita imperscrutabile faccia da affari. Tre dei tecnici che lo avevano affiancato nella fase di preparazione erano presenti per dargli tutto il supporto esterno di cui potesse avere bisogno, tuttavia Jamie avrebbe volato da solo e non poteva dire che la cosa gli dispiacesse.
Dopo aver controllato un'ultima volta tutti i sistemi, Jamie indossò i suoi guanti portafortuna e su di essi i sensibilissimi sensori di comando digitali, collegò il suo display retinico ad alta definizione al sistema ed indossò il visore di back-up e per il supporto esterno.
Nell'oscurità, solo un piccolo punto luminoso lampeggiava al centro del suo campo visivo, in attesa di input. Sentì la voce di Alisha, uno dei tecnici, informarlo che il collegamento era stato effettuato: era ora in contatto diretto con la mente del poveretto caduto nelle mani della zaibatsu sbagliata. In fondo non era affar suo.
- Cominci pure quando vuole, signor Jamie. - lo incalzò Hagasami.
- Facciamo questa cosa! - disse Jamie, e diede il segnale di accesso.

+ continue writing...
Passage info

This passage has been read by 25 users and has scored 1 points

Vote: Negative Positive

Genres: Science Fiction

Previous passages: 6

Created on: 3/18/07 11:00 PM

Comments: 5


 Correct errors
 About the story


 Enable email notifications

User info

Author: Phiandark (133)  Add to favorite authors list

Some Rights Reserved

This work is licensed under a Creative Commons License.
Creative Commons License