... la porta della ragazza completamente spalancata. Gli venne in mente di tutto.
Esitò un momento, aveva fretta, ma non poteva far finta di niente. Forse era successo qualcosa. Suonò il campanello, timoroso di essere inopportuno, chiamò, risuonò e alla fine non avendo risposte decise di entrare.
Tutto era perfettamente in ordine, fece un giro per tutto l'appartamento ma non trovò nessuno.
I divani del soggiorno, di un intenso colore giallo ocra, illuminati dai primi raggi del sole del mattino davano alla stanza un aspetto caldo e accogliente. I fiori freschi sul tavolino di cristallo nell'angolo vicino al balcone erano lì da poco, l'acqua del vaso era limpida e trasparente, segno che era sta cambiata quella mattina; il letto era rifatto e in cucina sul
lavello c'erano a sgocciolare due tazze del latte con la scritta "lui e lei".
Di colpo si rese conto che avrebbe fatto meglio a non entrare, non era successo niente e forse davvero aveva violato la privacy della sua vicina.
Uscì sul pianerottolo in modo circospetto, non voleva che lo vedesse nessuno, accostò leggermente la porta d'ingresso e salì ancor più velocemente verso il suo appartamento.
Pensò che non avrebbe chiesto niente al custode; si vergognava di essersi intromesso nella vita altrui.
Guardò l'orologio: erano le 8:35, e a quell'ora sarebbe già dovuto essere in ufficio. Decise allora di avvisare... -
andrea (75)
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Created on: 1/16/07 3:12 PM
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