Novlet
User/Email 
Password 
 Register
English  Portuguese  German  Russian  Italian  Belarusian  More languages...

... la mente di Harrel. Il signor Dogarn. Dove era finto? Si era salvato?

Harrel, con la fronte imperlata di sudore a causa del caldo, guardò disperato dentro le case che non erano ancora cadute: niente. Nessuno. <<Forse si sono salvati tutti>> cercava di convincersi Harrel. Tuttavia, un oscuro dubbio si faceva strada nella mente di Harrel. Un brivido gli percorse la schiena. Qualcosa non andava. Il ragazzo riprese a correre verso la fucina. Svoltò nella piazza principale, quella che dava sul campanile con l’orologio, e lì li vide. Non seppe se vomitare o urlare. Se essere contento o scoppiare in un pianto disperato. Centinaia di migliaia di corpi, probabilmente tutti quelli degli abitanti del villaggio, ammassati alla rinfusa in decine di piccoli roghi, avvolti dalle fiamme. La gente di Ethel…morta. Il signor Dogarn…morto. Harrel cadde in ginocchio, e carponi si avvicinò al primo falò. Scoppiò a piangere. Un urlo straziante e prolungato uscì dalla bocca del ragazzo, l’animo sconvolto. Pianse. Pianse per la gente di Ethel, che nonostante l’avesse isolato e rifiutato ancor prima di conoscerlo, gli voleva bene, pianse per il signor Dogarn…ora non più nel mondo dei vivi. Non so per quanto il giovane rimase lì, fermo immobile con la faccia a un palmo dalle fiamme che baluginavano nel buio della notte, a fissare gli occhi spenti, vuoti di decine di persone un tempo suoi amici o quasi. <<Anche io sarei dovuto essere lì!! Perché no??!!>> strillò in preda al dolore più profondo. Harrel si riscosse. Chi mai poteva aver compiuto quello scempio? Il ragazzo sentì qualcosa, poco più di un fruscio, e poi un rumore di mani che applaudivano. Il ragazzo si voltò di scatto e balzò in piedi stupefatto. Forse quella che aveva davanti era un’illusione, ma lui tentò di convincersi che non era così: l’uomo che batteva le mani, che era semi-appoggiato ad un muro di un edificio ormai libero dalle fiamme, era il signor Dogarn. O meglio, sembrava proprio lui. Ma come? Come poteva essersi salvato? Gli occhi del signor Dogarn scintillarono di una luce sinistra. <<Vieni da me ragazzo…non sai quanto sono contento di vederti sano e salvo…per un attimo ho temuto il peggio>>. L’uomo allargò le braccia in un abbraccio che pareva scuro e sincero. Harrel si alzò in piedi, le lacrime ancora evidenti sui suoi occhi arrossati dal pianto. <<Ma…come?>> esordì il ragazzo. <<Non ti preoccupare, ti spiegherò tutto dopo. Ora andiamocene da qui>>. Harrel non se lo fece ripetere due volte. Un passo dopo l’altro e si avvicinò al signor Dogarn. <<Nooooooooooooo! Non farlo Harrel!>> urlò una voce a lui familiare. Era Promefius, che come una furia stava correndo all’indirizzo dei due. Un sorriso maligno apparve sul volto dell’uomo. Un sorriso sadico. Semplicemente malvagio. Dal nulla estrasse un lungo spadone di ossidiana nera e tentò un fendente contro Harrel. Il ragazzo ancora sconvolto fece appena in tempo a intuire il fendente e riuscì miracolosamente a schivarlo, tuttavia nel farlo rimase ferito: tutto il lembo del vestito della spalla destra fu letteralmente strappato dall’arma dell’uomo. Un rivolo di sangue andò formandosi sul braccio del ragazzo. Improvvisamente sulla spalla di Harrel apparve il marchio della mezzaluna rossa. Il giovane rimase a bocca aperta paralizzato. Promefius nel frattempo era giunto sul campo di battaglia. Il volto della figura che era il signor Dogarn si contrasse in un sorriso malvagio. Sembrava soddisfatto. <<Allora il buon vecchio Dogarn aveva visto giusto con te. Avevo ipotizzato qualcosa, ma non di certo questo>> disse rivolto ad Harrel. Il ragazzo continuava a non capire: chi era in realtà Promefius? Volse lo sguardo verso il suo assalitore, quello che a suo avviso era il signor Dogarn. <<Sta attento Harrel, quello non è il vecchio Dogarn. Ora riparati dietro qualche casa e lascia fare a me. Mi occuperò io di questo tizio. Dopo ti spiegherò tutto>>. Harrel era ancora sconvolto ma annuì col capo. Veloce come il fulmine oltrepassò Promefius e si diresse all’interno di una casa diroccata, le fiamme estinte da qualche minuto. <<E ora vediamo chi si nasconde dietro la maschera>> concluse Promefius. L’uomo che Harrel aveva creduto il signor Dogarn, sorrise ancora. <<Sei bravo, Promefius, non sei cambiato di una virgola. Ma lo sarai abbastanza da proteggere il ragazzo del segno?>>. La sua era una voce fredda, una che Harrel non aveva mai udito prima, ma che gli mise addosso un terrore mai provato. Un brivido freddo strisciò lungo la schiena del ragazzo. Chi era quel tizio? Quello che era il signor Dogarn sorrise, poi come se fosse di gelatina cambiò forma, per mostrare le su vere sembianze. In piedi di fronte a Promefius non c’era più lo strano tizio di prima: la figura che era apparsa al suo posto era decisamente più terrificante e orribile di quella precedente. Harrel avrebbe voluto urlare, ma divenne sordo a qualsiasi suono. Era letteralmente paralizzato dal terrore. <<Trox…non sapevo ci fossi tu dietro questa storia. Daidalos deve tenere molto a questo ragazzo>> disse Promefius rivolto allo strano tipo.

+ continue writing...

Choose next passage

<<Certamente Promefius, il Signore Oscuro esige il meglio per questa missione, e come ben sai io sono il meglio. Ti... - vale92 (200) (readers: 13, score: 2, max length: 6, underlying passages: 6) Genres: Fantasy

Passage info

This passage has been read by 14 users and has scored 2 points

Vote: Negative Positive

Genres: Fantasy

Previous passages: 5

Created on: 3/31/07 8:22 PM

Comments: 2


 Correct errors
 About the story


 Enable email notifications

User info

Author: vale92 (200Add to favorite authors list

Last Editor: andrea (75)

Some Rights Reserved

This work is licensed under a Creative Commons License.
Creative Commons License