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...tenere molto a questo ragazzo>> disse Promefius rivolto allo strano tipo.

<<Certamente Promefius, il Signore Oscuro esige il meglio per questa missione, e come ben sai io sono il meglio. Ti prego, non metterti sul mio cammino, non un'altra volta. Sai già come andò a finire, non perdere fiato inutilmente>>. Il viso di Trox si contrasse in un sorriso malefico. <<Forse hai ragione tu…o forse no>> disse Promefius. <<Harrel>> cominciò. <<Lui è Trox, l’araldo della distruzione. E’ un muta forma, per questo hai creduto che fosse Dogarn, e soprattutto è un servitore di Daidalos, l’Oscuro Signore. E’ un sicario ingaggiato per ucciderti. E la cosa che mi fa più rabbia è che è maledettamente bravo>>. Promefius sorrise. <<La sfida si fa interessante>> commentò infine. Harrel nel frattempo seguiva la scena da dietro la casa diroccata. Continuava a non capire niente: chi era Trox? Perché voleva ucciderlo? Chi era in realtà Promefius? <<Ti prego Promefius, desidererei non scontrarmi con te. Accetta la resa, e consegnami il ragazzo. Ti do la mia parola d’onore che non ti torcerò un capello. Sai di poterti fidare di me>> rispose il sicario. Trox era in piedi, il corto spadone di ossidiana al fianco, il mantello nero e rosso che gli scendeva lungo la schiena. La sua pelle era bianca come la neve, i suoi occhi scuri come la notte. La sua armatura di cristallo nero, torchiata da punte acuminate, rifulgeva alla luce della luna piena. La sua espressione era di puro odio. Quella creatura non era umana, Harrel ne era certo. I capelli biondo-cenere, striati di rosso, erano raccolti sotto un diadema di alabastro. <<Mi dispiace Trox, ma non intendo arrendermi così facilmente: non lascerò il ragazzo alla mercè di Daidolos, nè tanto meno nelle tue mani>> replicò Promefius. <<Gradirei che non pronunciassi il nome del Signore Oscuro, Promefius>> disse stizzito Trox. <<Potrebbe essere l’ultima cosa che fai>> aggiunse un secondo dopo. <<Quanto sei stupido…ti ho dato la possibilità di vivere, ti ho offerto la salvezza in cambio della vita di un ragazzo. Ma tu hai rifiutato. Sai cosa vuol dire vero?>> chiese Trox. <<Certo che lo so>> rispose calmo Promefius. <<Allora sai a che destino vai incontro. Mi dispiace vecchio mio, ma sei stato tu l’artefice del tuo fato. Comincia a dire le tue preghiere>> disse beffardo Trox, che sguainando la spada si parò davanti a Promefius. Anche il vecchio estrasse la sua arma, e le due spade cozzarono in un fragore di scintille. Trox accostò la bocca all’orecchio di Promefius, mostrando i denti aguzzi che sporgevano ai lati: <<Non ti salverai Promefius, non questa volta. Il ragazzo appartiene al Signore Oscuro, non puoi fare niente per impedirlo>>. <<Non è vero. No!>> esclamò Promefius allontanando il vampiro con un poderoso colpo di spada. <<Non mentire al tuo cuore. Tu sai che è vero: non c’è più speranza>> disse Trox. Una goccia cadde sull’armatura del vampiro, poi un'altra e un'altra ancora. Stava iniziando a piovere a Ethel. Le fiamme dei roghi si estinsero rapide, lasciando solo un mucchio di macerie annerite dal fumo e corpi carbonizzati. Era l’inferno. Quello doveva essere l’inferno. Harrel pensò con rabbia a quelle parole. La spalla gli bruciava, ma non osava guardare. Il marchio era lì, immobile, più rosso che mai. Qualcosa non andava.
La pioggia battente divenne ben presto un acquazzone: sia Promefius che Trox furono completamente zuppi dopo pochi attimi. Il combattimento riprese subito: fra spade che si incrociavano, affondi mancati e lampi che sfolgoravano in cielo, il duello procedeva senza vincitori nè vinti. Trox sembrava divertito, tentando ogni serie di acrobazie e mostrando tutto il suo talento: in breve tempo il duello volse in suo favore. Promefius era stremato, la fatica si faceva sentire: il suo avversario invece sembrava più riposato di prima. <<Già stanco Promefius? Alla tua età non dovresti più compiere certi sforzi>> . una risata di scherno uscì fredda dalla bocca di Trox, ancora più fredda della pioggia gelida che ricopriva Harrel. <<Non dire stupidaggini Trox. Non sarò più giovane come un tempo, ma non mi lascerò mai battere da uno come te>> rispose Promefius, aiutandosi con la spada per rialzarsi da terra. <<Ma guardati, il grande eroe piegato dalla fatica. Mi fai pena. Non meriti di vivere. I tuoi giorni sono finiti. Ma chi credi di salvare in quelle condizioni, eh? A malapena riesci a stare in piedi. Mi dispiace Promefius, temo che stanotte la tua vita finirà. Temo che questo villaggio sarà per sempre la tua tomba>> disse Trox. Si mosse verso Promefius, che invano alzò la spada per difendersi. Con un solo colpo il vampiro lo disarmò. Promefius cadde a terra. <<E’ finita Promefius. Ora per te è la fine…dì le tue preghiere>> disse Trox alzando la spada. <<Harrel scappa!!>> urlò con l’ultimo sospiro Promefius. <<Questo non dovevi farlo…vecchio pazzo, sai che non si salverà. E ora…>> cominciò Trox. <<…salutami l’inferno Promefius!>> gridò il vampiro. Successe tutto in una frazione di secondo. <<Noooooooooo!>> urlò Harrel. Il suo corpo agì d’istinto, con una forza che non aveva mai provato. Si sentiva strano. Qualcosa era diverso in lui. Sentiva il marchio premergli nella spalla e nel cervello. Si alzò di scatto, e si fiondò a spada sguainata verso il vampiro. Ancora prima che quest’ultimo potè reagire, si ritrovò la spada di Harrel conficcata nella spalla. Un dolore acuto avvampò in lui, misto a rabbia e odio per l’affronto subito. <<Cos…? Ahhhhhhhhhhhhhh!>> ebbe il tempo di dire Trox. Cacciò un urlo così intenso che tutti su Alcadeias udirono, anche i morti. La spada si bloccò a metà del colpo: l’arma gli cadde di mano, mentre il ragazzo estraeva la propria dalla sua spalla. Trox indietreggiò sgomento, sorpreso e stupefatto di quanto era successo. Harrel era in piedi, una determinazione nuova, un vigore mai provato. Volse i suoi occhi verso quelli di Trox. Sorrise. Il vampiro rimase interdetto. Quello non era il ragazzo di prima. C’era qualcosa di nuovo in lui. Gli occhi di Harrel erano rossi come tizzoni ardenti e brillavano nella notte scura. <<Vattene se ci tieni alla tua vita>> gli disse Harrel con voce profonda. Trox rimase interdetto, poi si asciugò la ferita con un lembo del mantello. <<Ma bene…complimenti, non ti facevo così bravo. Ma sappi che serve ben altro per sconfiggermi che una semplice ferita superficiale. Vedo che hai sperimentato i devastanti poteri del marchio, ti consiglio di fare molta attenzione a come li usi>> rispose sorridendo il vampiro. Promefius riaprì gli occhi stupefatto. Era vivo. E a salvarlo era stato Harrel, ora in piedi davanti a lui. Ma come c’era riuscito? Forse…
<<Non hai sentito quello che ho detto? Vattene se vuoi vivere>> ripeté fermo Harrel come se non avesse prestato ascolto alle parole del vampiro. <<Sei un bel tipo sai? Parli come se potessi distruggermi da un momento all’altro…ma tu non mi conosci per niente>>. D’improvviso Trox sparì e riapparve proprio di fronte ad Harrel. Si mosse così velocemente che Promefius non riuscì a vederne i movimenti. Harrel a quanto sembrava ci era riuscito perché non sembrava scosso minimamente da tale apparizione. <<Potrei schiacciarti con un solo dito, sottospecie d’insetto…quindi vedi di non provocarmi, non ci guadagneresti niente>> disse il vampiro all’orecchio di Harrel. Ora gli era di fianco. <<Potrei farlo anche io sai>> rispose fermo il ragazzo. Non metterti contro di me ragazzo, hai visto tu stesso che fine ha fatto il buon vecchio Promefius? Vuoi tentare anche tu la sorte?>> commentò beffardo il vampiro. <<Ti suggerisco di seguire il mio consiglio…finché hai le gambe ti conviene andartene. La mia pazienza ha un limite…e tu ci stai andando vicino>> disse Harrel senza voltarsi. <<Sai, mi piacerebbe veramente vedere i tuoi poteri. Sarebbe un incontro bellissimo…questo round l’hai vinto tu. Ma bada bene: la prossima volta non sarai così fortunato. Non temere, ci rincontreremo, molto prima di quanto tu immagini>> disse Trox all’orecchio di Harrel. <<Addio!>> disse, e proseguì oltre, verso le case diroccate e la strada che conduceva verso le porte della città. Ben presto scomparve nelle tenebre della notte.
Silenzio. Tutto era avvolto dal silenzio e dal ritmo continuo della pioggia. Per un attimo Harrel sembrò svenire, accasciarsi al suolo, ma si ridestò subito: era tornato l’Harrel di sempre. Si inginocchiò di fianco a Promefius, gli occhi scuri come la notte si incrociarono. <<Complimenti ragazzo…devo la mia vita a te>> disse il vecchio. <<Ora siamo pari Promefius>> rispose con un sorriso Harrel. <<Giusto giusto…hai ragione. Aiutami un po’ ad alzarmi>>. Harrel aiutò Promefius a rimettersi in piedi. <<Ma come…?>> iniziò Harrel. Un mucchio di domande gli frullavano in testa. <<Niente ma figliolo, non ora almeno. Siamo troppo allo scoperto qua, andiamocene da Ethel. Non è più un luogo sicuro per nessuno. Ti stai sicuramente chiedendo come hai fatto a fare quelle cose no? Ebbene sì, è proprio come ha detto Trox: hai iniziato a sperimentare i poteri del marchio, ma ne parleremo accuratamente in seguito. Devi essere messo al corrente di molte cose, e avrai la tue risposte. Sono certo che hai molte domande da farmi, ma prima…è meglio andare via da qui: non si può mai sapere se qualche creatura del buio sta in ascolto. Ci recheremo al paese dell’Acqua, là saremo al sicuro. Stai all’erta: Trox non si tira mai indietro e cercherà di ostacolarci in tutti i modi, è uno che non molla mai, lo conosco bene. Però, prima di andare lì faremo tappa a Cosmogold, la capitale del paese della Luce: devo incontrare un amico, ti spiegherò tutto lì>> disse Promefius. Harrel annuì. <<Hai qualche ragione per non voler partire? Sappi comunque che una guerra si sta preparando all’orizzonte per Alcadeias, una guerra a cui nessuno si potrà sottrarre. E tu, Harrel, sei il premio più ambito da ambedue le parti. Devi scegliere figliolo: o con me, o contro di me. Molte vite dipenderanno da questa tua scelta. Molta gente ha fiducia in te: non deluderla mai>> disse Promefius. <<Lo so Promefius. E comunque non ho nessuna ragione per restare in questo luogo morto e desolato. Loro erano miei amici, ma io l’ho capito solo ora. Non c’è nessun motivo per cui io resti: le persone che amavo sono morte con questo villaggio, e con loro anche il mio cuore. Sono pronto ad andare a Cosmogold>> concluse Harrel. <<Bene, in marcia allora!>> esclamò il vecchio. I due si incamminarono fuori Ethel, per la strada presa da Trox pochi istanti prima, ma del vampiro nessuna traccia. La pioggia continuava a cadere dolce su Ethel; anche il cielo piangeva per la morte di decine di migliaia di persone innocenti. Con l’uscita di scena dei due, cessò di esistere per sempre anche l’ultimo barlume di vita a Ethel, ora città-morta, che sospirò la propria fine tra le lacrime degli dei.

Comments

Comment Comment posted by vale92 (200) on April 2, 2007 7:16:30 PM UTC

così termina il 1 capitolo.
giudizio finale: ke ne pensate del prologo e del 1 capitolo?
ke voto dareste ad entrambi?
se volete darmi qualche suggerimento per migliorare la storia, o per scrivere il 2 capitolo, fate pure, ne terrò conto.
ciao


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Created on: 4/2/07 7:14 PM

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