...a Ethel, ora città-morta, che sospirò la propria fine tra le lacrime degli dei.
Non era proprio un bel giorno quello, neppure per Garret. Gli affari andavano male e si vociferava una guerra all'orizzonte. Non che Garret credesse a tutto ciò la gente, spesso e volentieri suoi clienti e informatori, magari dopo un buon boccale di birra, gli raccontasse: e solo che...lui conosceva bene il suo giro, la sua rete di informatori, e non l'avevano mai deluso. Aveva un certo fiuto per queste cose, dopo anni che faceva questo mestiere, e qui c'era puzza di verità. Lui si fidava del suo istinto; forse era l'unica cosa di cui si poteva fidare, nell'ambiente in cui era. E il suo istinto non l'avrebbe mai tradito. Se gli dicevano che si stava preparando una guerra, per quanto difficile potesse essere, allora era così. E lui immaginava chi poteva esserci dietro a questa faccenda: il Signore Oscuro. Doveva essere per forza opera sua. Garret ne era certo. Anche se da un pò di tempo i servitori dell'Oscuro Sire, vampiri, chimere e spettri per citarne alcuni, avevano cessato di razziare fuori i confini del paese delle Tenebre, non si poteva certo parlare di guerra. Ma quella pace forzata, quella tranquillità così...era decisamente strano. Molto strano.
Un sole radioso, gagliardo e fervido, splendeva alto e fiero in un cielo limpido di un azzurro tenue noto in tutto il paese della Luce, ma soprattutto agli abitanti di Cosmogold, che a quel sole vi erano abituati.
Le persone del posto vi avevano fatto l'abitudine a quel tempo pazzarello: se c'era il sole, allora durava per ... -
vale92 (200)
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Created on: 4/10/07 7:39 PM
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