Novlet
User/Email 
Password 
 Register
English  Portuguese  German  Russian  Italian  Belarusian  More languages...

... di ciò che stava vedendo. Questa volta mentre entrava nella sua nave.

Subito il suo sguardo venne attratto dal volto candido che gli stava sorridendo. In un attimo, senza neanche accorgersene, si trovò a sorridere lui stesso, perdendo momentaneamente ogni punto di riferimento mentre si fermava a fissare quegli occhi blu screziati di rosso, con la pupilla felina ridotta ad una fessura per schermasi dalla luce della nave.
Solo l'esperienza acquisita in anni di vagabondaggio gli permise di rendersi conto di come la sua mano destra stesse involontariamente abbassando lo storditore. Con uno sforzo cosciente si portò in un angolo da cui potesse avere una migliore visuale della sua ospite, si accertò di tenerla bene sotto tiro e si costrinse a continuare l'analisi che quello sguardo ipnotico aveva interrotto.

Se quel volto da principessa era l'incongruenza che non era riuscito a riconoscere a colpo d'occhio nello spazio aperto, ora che si trovava sulla nave era ben altro l'accostamento improbabile che metteva alla prova il suo senso di realtà: abbassando lo sguardo si ritrovò infatti a fissare due snelle gambe da acrobata interamente realizzate in un metallo che a prima vista poteva sembrare bronzo. Non era certo la prima volta che vedeva degli arti robotici - il suo stesso braccio destro era più acciaio che carne - ma le gambe di questa ragazza sembravano l'idea che un orologiaio di mille anni prima avrebbe potuto avere di un arto robotico. Se già era strano che un arto sintetico non fosse completamente ricoperto di pelle o simil-pelle, quell'intreccio di ingranaggi, stantuffi e cavi era quanto di più lontano si potesse immaginare da qualsiasi protesi avesse mai visto.
Sollevando lo sguardo oltre lo stretto gonnellino che cingeva i fianchi della ragazza, si trovò a fissare una vita snella e dei seni ben fatti che avrebbero potuto essere umani; le braccia erano tuttavia ancora una volta costellate di quegli strani ingranaggi, questa volta mescolati alla pelle candida in maniera quasi casuale, ma - si trovò ad osservare - sorprendentemente armonica.
Dopo aver brevemente notato la diversa lucentezza degli ingranaggi che formavano il collo della ragazza e il fascio di cavi che vi correva parallelamente, intrecciato coi capelli neri, si trovò ancora una volta a fissarne la strana espressione, come di chi stesse pazientemente aspettando di passare un esame per poter essere ammesso.

Brevemente si rese conto dell'espressione ebete che doveva essergli apparsa sul volto e si costrinse mutarla in un cipiglio corrucciato; mosse un poco lo storditore, come per sottolinearne la presenza, e si schiarì la voce.
- Chi sei e cosa vuoi? - chiese.

+ continue writing...
Passage info

This passage has been read by 33 users and has scored 3 points

Vote: Negative Positive

Genres: Science Fiction

Previous passages: 2

Created on: 2/2/07 12:14 AM

Comments: 2


 Correct errors
 About the story


 Enable email notifications

User info

Author: Phiandark (133Add to favorite authors list

Last Editor: Elena (22)

Some Rights Reserved

This work is licensed under a Creative Commons License.
Creative Commons License