... una grande pozza di acqua durante la notte si era trasformata in ghiaccio.
Se fossi uscita avrei rischiato la frattura del femore, forse anche di ulna, radio e tibia. Quella lastra di ghiaccio poteva essere davvero pericolosa per una che, come me, era costretta a convivere con il mal di schiena. Decisi che una giornata di riposo era quello che ci voleva. Scesi lentamente le scale con le pantofole ai piedi e mi recai in cucina per prepararmi la colazione. Misi il pentolino del latte sul fuoco e lo riempii con la quantità consueta di ottimo latte, poi agguantai il telefono e chiamai la mia segretaria. Non doveva essere in piedi da molto neppure lei perché i il telefono squillò a lungo prima che mi rispondesse e quando arrivò aveva la voce impastata e scialba, come chi si è svegliato di soprassalto. Mi dilungai a spiegarle cosa avrebbe dovuto fare in mia assenza, fin quando un odore dolciastro e sgradevole arrivò alle mie narici: il latte era schiumato fuori dal pentolino e quest'ultimo si era bruciato. Mandai segretamente al diavolo la mia segretaria, il mio mal di schiena e la mucca che aveva prodotto quel latte grasso e profumato. A me ora restava soltanto un inutilizzabile pentola semi carbonizzata e il gas da ripulire.
In quel momento decisi di lasciar predere colazione e pulizie; ci avrei pensato più tardi. Pur non avvertendo freddo, istintivamente... -
Tufina (20)
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Created on: 2/24/08 9:30 PM
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