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La valle del Lungorivo

Era una notte limpida e fredda, una di quelle belle nottate invernali con la luna piena alta nel cielo che illuminava tutta la vallata. Una bella valle ampia, solcata da un piccolo fiume, il Lungorivo, che scorreva tranquillo e argenteo seguendo pigramente il suo letto attraverso villaggi, boschi, prati e campi. Scrosciava piano, sempre uguale, mai identico a se stesso, come il tempo che passa e non torna. A circoscrivere la larga vallata si ergevano le montagne. Dapprima erano dolci declivi, collinette e colli, poi via via si facevano più aspri ed impervi e le vette s'inerpicavano verso il cielo, nere e irte di rocce appuntite.

Il vento era inquieto quella notte e le stelle impegnate a brillare il più intensamente possibile non si accorsero dello scalpiccio lieve che veniva dal fianco di una montagna: passo piccoli, leggeri, come di una creatura essere con piedi calzati da scarpe silenziose… I passi continuarono a susseguirsi fino al fondo della valle. Un gufo lontano emise il suo verso stridulo nella notte. I passi si fermarono. Un viso fece capolino nella radura al limitare del bosco. L'essere si guardò attorno: il bosco fitto lasciava il posto ai campi ordinati e pettinati che vestono i fianchi delle colline. Trotterellò felice anche se stanco fin sul culmine della collina su sui si trovava per ammirare quanto si trovava sotto: i suoi grandi occhi scuri guardarono meravigliati la valle di Lungorivo cullata dalla notte. Nel villaggio sottostante qualche luce era ancora accesa e il piccoletto credette di sentire rumore di voci e musica… poi il vento girò, secco e freddo.

«Bene- pensò- questa notte se sarò fortunato troverò un letto per riposare e un pasto caldo».
Si avviò con passo allegro, nonostante il peso dello zaino e il lungo cammino gravassero sulle sue spalle e appesantissero le sue piccole gambe.
Camminò senza fermarsi fino al piccolo ponte di legno che attraversava il fiume e poi ristette un attimo: odore di cibo, di legna ancora verde appena tagliata, di erba umida e fieno secco; rumore di acqua che scorre e musica di voci che cantano accompagnate da flauto e violino; più lontano il pianto di un bambino… Credette di sentirsi già meglio, più caldo e meno stanco di prima. Oltre il ponte un piccolo villaggio sonnacchioso stava disteso come un tappeto ordinato: circa una trentina di case con forti muri di pietra, piccole finestre ad arco con infissi verde bosco e portoncini color ciliegia, tetti spioventi di paglia o di coppi di coccio. I camini fumavano allegri sbuffando nuvolette grigie e odorose di legna resinosa. Ogni casa aveva davanti il suo giardino, ordinato e curato, con il vialetto di ghiaia in mezzo all'erba verde ben rasata e lo steccato di legno con la cassetta per le lettere rosso fiammante con decori d'ottone. Dietro ogni edificio un piccolo ma fornito orto: fagioli, patate , grosse verze e radicchio in file ordinate e composte.

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Si riscosse e proseguì rapidamente verso il piccolo borgo. Si fermò solo davanti all'ingresso di quella che appariva... - Tufina (20) (readers: 19, score: 3, max length: 10, underlying passages: 12) Genres: Without Genre

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Genres: Fantasy

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Created on: 2/28/08 4:49 PM

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Author: Rubra (68Add to favorite authors list

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