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.... Oltretutto il rumore sembrava provenire dalla stanzetta e non dall’esterno…

Eccoli! Erano nuovamente tutti insieme a me: gli gnomi dai cappelli a punta con lunghi baffi e barba che arrivava fino alle ginocchia, calzettoni colorati, scarponi slacciati e pantaloni lisi e sdruciti che avrebbero avuto bisogno di essere rattoppati dalla nonna; le piccole fatine con orecchie a punta, lunghi capelli argentei, ali che spuntavano magicamente dalla schiena dai colori madreperlacei, vesti che ne delineavano i piccoli corpicini; coniglietti parlanti vestiti di tutto punto pronti per partecipare ad un concerto canoro, direttamente nel giardino della nonna, e ancora la piccola orchestrina con tutti i suoi componenti in livrea rossa: la ranocchietta con il suo clarinetto, due coniglietti con il violino…
Erano tutti nella piccola stanzetta che faceva da ripostiglio in soffitta e ballavano, cantavano, si divertivano a giocare a nascondino ed a rincorrersi volando nella spazio angusto della stanzetta. Da quanto tempo essi avevano avuto vita solo nella mia fantasia ed ora eccoli tornare da me a rallegrare le lunghe e noiose giornate scandite dai sussulti dovuti al mal di schiena, dalle telefonate a vuoto alla segretaria che mia risponde, dal latte che appena può fugge dal pentolino e si riversa sul pavimento, dagli strofinacci sempre pronti a far capolino ed a ricordarti quali sono i tuoi doveri di brava casalinga che tiene all'ordine, al decoro, alla pulizia, ai vetri ed alle superfici splendenti come specchi....ma chi se ne importa?! Quante altre giornate ancora da sprecare nella razionalità, nel dovere e nel rispetto delle regole, dei ritmi di vita da persona assennata? Sicuramente non quella di oggi, la mia infanzia in un mondo fatato non solo aveva chiesto di riemergere, ma si era fatta spazio da sola, non aveva bussato alla mia porta, si era direttamente introdotta nella mia casa, ne aveva preso possesso, aveva salito le mie scale, aperto le porte, perlustrato le stanze, scelto la soffitta come ritrovo, allestito una festa a sorpresa per me nel ripostiglio. Cosa potevo volere di più per capovolgere una giornata iniziata male? Erano tutti lì per me, mi invitavano a ballera, cantare e giocare con loro ed il mal di schiena non aveva più nessun potere su di me, la segretaria era scomèparsa, il latte assorbito istantaneamente dal pavimento, restavano solo piacevoli e spensierate ore da trascorrere in un altro mondo. La festa poteva avere inizio! Certamente avrei ospitato i m iei piccoli amici non solo per la notte, se solo avessero potuto e voluto li avrei tenuti con me per sempre! In casa lo spazio è tanto, le stanze vuote aspettano chi le riempia di suoni, profumi, gesti, immagini ed io non vedo l'ora di poter davvero chiudere la porta sul mondo ogni volta che torno a casa dopo il lavoro, se non, addirittura, di non aprirla e godermi giornate di malattia e ferie nel mio mondo fatato. Avrebbero accettato di restrare? Non c'era il rischio che la straordinarietà dell'evento si trasformasse in abitudine, routine, noia mortale?E' possibile che ciò accada se si vive in compagnia di chi si ama, di chi rende tanto meravigliosa la tua vita? Tante persone dicono di sì...devo forse lasciarmi influenzare o piuttosto accettare il rischio, scegliere con convinzione e lasciare che le cose prendano la direzione che è loro propria? Mentre riflettevo, tra un passo di danza e l'altra, su tutto ciò altra domande si affastellavano dentro di me...C'erano tanti altri bambini come me a Lungorivo, i nostri amici fatati non avevano forse il compito di far visita anche a loro ogni tanto per rinsaldare l'amoicizia e non far morire mai la fantasia? E poi........oh noooooooooo, ho paura a dirlo..........la parte razionale di me torna a farsi sentire, si sta appropriando di me, mi costringe a farmi questa domanda....:ma da dove sono arrivati gli abitanti di Lungorivo, come hanno fatto a entrare in questo mondo?

+ continue writing...
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Created on: 2/29/08 2:56 PM

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Author: francescaziletti (10Add to favorite authors list

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