... se ne curò affatto, e raggiunse la base del Kodiak che gli si parava innanzi.
Il gigante di sintometallo piombato si ergeva con tutta la sua mole davanti ai soldati. Intanto, più della metà dei Vyshmre della quinta brigata avevano già incontrato la loro triste sorte.
- Voi cinque, con me. Scaliamo! -. I pesanti artigli dei maraud facevano presa nelle lamiere della copertura esterna del Kodiak. Con le dieci zampe i bestioni non avevano problemi ad arrampicarsi anche su pareti verticali; il vero problema erano le torrette di difesa ravvicinata a puntamento termico. Erano troppe, anche per le migliori armature a deflessione, bisognava giocare sull'agilità e distruggerle il più in fretta possibile. - Attenti a destra! -, uno degli uomini vicino a Gelnoq era stato annientato, il suo maraud incenerito da una torretta. Egli fece in tempo a schivare i loro corpi che stavano precipitando a terra.
Ad ogni schiocco della lancia del capitano, una torretta esplodeva, non un solo colpo andato a vuoto. La corazza di queste poteva andare bene contro i raggi xaser forse, ma di sicuro non adatta a resistere a una scarica di compressore neutronico.
Solo Gelnoq e altri due uomini riuscirono ad arrivare intatti sulla sommità del Kodiak, da dove potevano far saltare la bombarda. Il capitano l'aveva già fatto altre volte, sapeva il punto debole di quelle mostruosità: era necessario piazzare delle mine ad accumulazione positronica nella giuntura del cannone. Solo, non aveva mai visto così tanti carri della morte in una volta sola.
- Così va bene, andiamo via adesso ! -. Un altro cavaliere fu spazzato via, ma Gelnoq fece in tempo ad allontanarsi prima che le mine si innescassero con la carica della bombarda. - Beccatevi questo, pezzi d'escremento ! -. Vedere un Kodiak saltare letteralmente in aria era sempre uno spettacolo, divelto dalla sua stessa potenza di fuoco. All'orizzonte altri giganti venivano fatti esplodere dai suoi compagni d'arme. Quattro, cinque... poi il cielo si oscurò.
- Aerofanteria ! Attenti soldati. Voglio fuoco xaser di sbarramento ! -. Gli aerofanti Qamuhh si mantenevano dal suolo ad una distanza ben superiore della portata della lancia, non erano degli sprovveduti. E i loro arpioni a frequenza variabile erano molto più precisi dei fucili Vyshmre. Se almeno la cavalleria avesse potuto contare sul supporto di un'aeronave Misman, respingere l'incursione sarebbe stato facile, ma le unità contraeree erano già state abbattute da tempo.
Gelnoq stava scalando il suo secondo Kodiak quando fu colpito da un arpione. Dannazione! Questa maledetta ferraglia ha lo scomodissimo effetto di disattivare il campo a deflessione della corazza. Ora Gelnoq era inerme, totalmente alla mercé delle cromobombe e delle torrette. Queste ultime lo colpirono alla gamba sinistra, poi alla spalla superiore detra, poi al fianco. Anche schivandole con la massima attenzione le ferite che producevano erano comunque gravi. - Bastardi ! - gridò. Si assicurò di eliminare ogni singola torretta sulla cima del Kodiak, e ogni aerofante nel raggio d'azione del fucile, prima di sistemare le ultime mine rimastegli sulla giuntura. Ormai era allo stremo delle forze, il sangue sgorgava a fiumi dalle sue ferite.
Guardò il campo di battaglia. Le sue truppe erano state massacrate. Non era più in grado di distinguere un singolo alleato ancora in vita; ma i cavalieri avevano dato fondo a tutte le loro risorse e si erano battuti da eroi: più di un quarto dei Kodiak erano stati distrutti, una cifra eccezionale considerate le condizioni in cui si trovavano all'inizio della battaglia.
I sensi gli vennero meno. Cadde di sella; ma Barbeguthil, anche lui in fin di vita, lo prese delicatamente nelle sue fauci, e si lanciò giù dal tetto del Kodiak. L'esplosione delle mine colse l'animale quando ancora era troppo vicino. Nel precipitare a terra, si girò istintivamente su se stesso nel tentativo di offrire al padrone una possibilità di salvarsi. Si sfracellò al suolo di schiena.
Per un parqua, Gelnoq fu in grado di riaprire gli occhi; solo per avere il tempo di ammirare il rottame del Kodiak che aveva appena distrutto. Vicino a lui giaceva il corpo del fido Barbeguthil; il cavaliere non ebbe nemmeno la forza per piangere, tanto era prossimo alla morte. Con un filo di voce riuscì soltanto ad esalare: – Gloria alla ribellione... -.
Poi tutto si fece buio.
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Created on: 3/6/08 2:29 PM
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L'epica nascita di un gladiatore! ;)