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... la loro futura esistenza nella casa di Utumno dei flutti settentrionali.

Ambrielle si sedette su una panca di pietra, in solitudine, e cercò di reprimere i propri pensieri concentrandosi sulla formula che doveva recitare durante la cerimonia. L'aveva studiata con riluttanza, e ora non era sicura di ricordarsela correttamente.
- ... faremo del nostro meglio per riempire la tua casa di calore, e di gioia; e ... -, com'era? - e ... e con il nostro calore e la nostra gioia popoleremo questa casa di tuoi figli. - No, aspetta. Forse era il 'tuo calore' e i 'nostri figli'. Mah? - ... poiché d'ora in poi saremo una cosa sola -.
- Una cosa sola? Io e chi? -, sospirò. Già, lei e Utumno e le sue altre centosessantaquattro mogli (centoottantuno da domani) e le centinaia di figliolette.
- Come si può essere una cosa sola se io non sono nulla per lui? -, si compianse – io sono nulla ... -.
I suoi singhiozzi privi di lacrime furono strozzati dal suono del corno cittadino, che scandiva l'inizio della cerimonia ufficiale. Le sorelle si affrettarono a mettersi in fila, per tre, come era stato insegnato loro. Ambrielle, che venne sopraffatta dall'imbarazzo oltre che dalla tristezza, preferì rannicchiarsi dietro le loro spalle, sistemandosi in ultima fila.
Il portone della cattedrale si spalancò con solennità.
L'atrio era gremito di persone: squirenidi, battra, gambestasei, si spingevano l'un con l'altro per poter ammirare quelle affascinanti squirene vestite da spose. Alla vista di tanta gente a accorsa testimoniare la sua rovina, Ambrielle si sentì venir meno. Intravide Utumno in fondo alla navata, seduto sul trono di corallo, bramoso di accogliere le nuove dame nella sua dimora. Non doveva andare così. Lei aveva sempre immaginato ... aveva sempre sognato un destino diverso. Ecco, la formazione di promesse entrava adesso nel salone. Non è giusto! Lei non era come le altre. Perché le toccava la stessa sorte? Gli occhi di tutti erano puntati sulle aggraziate fanciulle, che muovevano i primi passi nell'atrio. No, vi prego. Non lei.
NO!

Fu un istante. Ambrielle fermò i suoi passi che era ancora sulla soglia della cattedrale. La sorella Ishiene, che la affiancava nella marcia, la guardò d'istinto con aria esterrefatta. - Non posso -, fu l'unica frase che ebbe in risposta. Ambrielle si voltò e corse via, lontano dalla cattedrale e da tutti.

Comments

Comment Comment posted by Psilvi (375) on March 11, 2008 12:27:12 AM UTC

L'Obelisco è tornato! Finalmente!
Cioè, non proprio lui, ma la bella seppia. Che mito questa donna, è il mio personaggio preferito. Vai Ambrielle, stendili tutti !

Dopo quasi un anno di silenzio ritorna in scena. Chissà quanto dura?


Comment Comment posted by Davide (400) on July 16, 2008 3:17:22 PM UTC

Un peccato così pochi lettori per una storia così ben congegnata!! Che siano spariti tutti i lettori italiani??


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Created on: 3/11/08 12:24 AM

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