... risposta. Ambrielle si voltò e corse via, lontano dalla cattedrale e da tutti.
Capitolo 7 - Phliggerridaff
- Segunro L’Obelisco-gut, estove zenisol. Kot dixoes iffi altimu maniad alikot? -.
Era una buona idea, anche a L'Obelisco era venuta una certa fame. - Va bene, ci fermiamo al prossimo villaggio. Troveremo sicuramente qualcosa da mettere sotto i denti -, Snale si sentì assai sollevato da questa risposta. I due avevano percorso due giorni di cammino da quando si erano lasciati alle spalle il Colle dei Nove Venti. In un altro giorno o due avrebbero raggiunto i confini meridionali dell'Akhàtuan. Laggiù le tiepide praterie lambite dai venti lasciavano posto ai desolati deserti di roccia dell'arido Baddu-Yaddu.
La strada che percorrevano era lastricata di pietre grigie, e serpeggiava dolcemente in mezzo a ettari e ettari di campi coltivati. I due raggiunsero il villaggio di Staloppin in meno di un'ora, dove ebbero il piacere di consumare un pasto caldo, semplice ma gustoso. Nel chiosco dove s'erano fermati, un rabbicolo svolgeva contemporaneamente le funzioni di padrone, cuoco, e cameriere. I rabbicoli, dalle orecchie smisuratamente lunghe, sono per natura ottimi agricoltori, e sono la specie più diffusa in tutto l'Akhàtuan.
Snale e L'Obelisco si rimisero in cammino nel pomeriggio dopo essersi saziati e aver schiacciato un breve sonnellino all'ombra di un rovere solitario. - L'Obelisco-gut, sapoes prekis ubar imu actualo? -, chiese il gasteroide - Non so con certezza. Il gigante di paglia mi ha detto solo di dirigermi nel Baddu-Yaddu, ma non mi ha dato informazioni precise. Il deserto è enorme... - riflettè L'Obelisco, corrucciato, – Speriamo di ottenere altri indizi in fretta -. Rimase perplesso un solo secondo, poi si girò verso il compagno di viaggio, con un enorme sorriso stampato sul volto – Ma ti dirò: mi sento fortunato! -.
- Understix. Imu! -.
La strada lastricata continuava a tagliare a metà la pianura. Si era ormai fatto pomeriggio inoltrato e per la via i due viaggiatori avevano incontrato quasi solamente contadini rabbicoli, che ora facevano ritorno alle loro fattorie, più raramente si incrociavano carovane di madracanti. L'unico incontro abbastanza insolito da destare la loro attenzione fu quello con una strana creaturina molto pelosa e dall'anatomia alquanto bizzarra, che se ne stava a lato della strada canticchiando qualche parola vagamente comprensibile a cavalcioni di uno steccato:
- Phligger phligger, chi mai sei tu?
Phligger, brutto phligger, nemico mi chiami, ma son anche di più.
Phligger, strappo le membra, phligger spezzo le ossa.
Phligger assassino phligger, non avrai scampo, uccido in un lampo.
Phligger, morto phligger, la notte giunge e io torno dalla fossa -.
Ad una prima analisi, L'Obelisco non riuscì ad attribuire quell'essere ad alcuna delle specie che conosceva. La... -
Psilvi (375)
(readers: 3, score: 3, max length: 4, underlying passages: 4)
Genres:
Without Genre
This passage has been read by 3 users and has scored 3 points
Genres: Without Genre
Previous passages: 14
Created on: 3/13/08 11:56 PM
Comments: 1
Correct errors
About the story
This work is licensed under a Creative Commons License.