... un lampo.
Phligger, morto phligger, la notte giunge e io torno dalla fossa -.
Ad una prima analisi, L'Obelisco non riuscì ad attribuire quell'essere ad alcuna delle specie che conosceva. La sua anatomia era infatti alquanto bizzarra, con una vago sentore di disgustoso. Tuttavia i due viandanti non si curarono troppo di quella creatura, e proseguirono per la loro strada, chiacchierando.
Questo finché non si accorsero che dal momento in cui erano passati davanti a quel piccoletto, questo aveva smesso di cantare e aveva preso anche lui ad incamminarsi per la strada. Andava nella stessa direzione di Snale e L'Obelisco, mantenendosi approssimativamente a 50 metri dietro di loro. Anche qui nulla di strano, ma quando i due viaggiatori fecero una sosta per fumarsi un po' di tabacco, notarono che anche la bestiola si era fermata dietro di loro. Snale ripose la sua lunghissima pipa di sambuco nel suo astuccio, seccato – Vixoes? -.
- Sì che me ne sono accorto. Vediamo che fa adesso -.
Non appena i due furono ripartiti L'essere riprese a pedinarli. Era ormai l'imbrunire, il sole salutava le pianure dell'Akhatuan andando a tuffarsi verso l'orizzonte, fin dietro le cime dei Prekoupy, i monti d'indaco.
Su cenno di L'Obelisco, lui e Snale si voltarono e si diressero seccati verso la creaturina.
- Vogliate scusarmi, se vi disturbo. Ma io e il mio amico qui abbiamo avuto l'impressione che ci steste seguendo -, disse L'Obelisco, cercando di essere il meno possibile scortese.
Visto da vicino, quel tizio appariva ancora più strampalato, sotto certi punti di vista grottesco, perfino ripugnante. Non sarà stato alto più di mezzo metro, la pelle così violacea da sembrare emaciata era quasi interamente ricoperta da uno strato di pelo blu irsutissimo. Il torso e la testa erano una cosa sola, in quanto era priva di collo, e gli unici arti che aveva erano due lunghissime braccia muscolose che spuntavano dai lati dell'unico enorme occhio. Su queste due appendici l'essere camminava goffamente.
- Ah, capisco. E credete che ciò vi qualifichi come ottimi osservatori? Phligger, phligger! -, il nanerottolo rideva in una maniera tanto scomposta quanto sgradevole: – Orsù. Non ci volevano aquile per arrivare a capire che vi stessi seguendo -.
Che razza di risposta era quella?
- No, scusate, non sono stato chiaro. In effetti vi ho posto la domanda sbagliata. Vorrei sapere perché, di grazia, ci state seguendo -.
- Che domande! Per non dovervi cercare una seconda volta -.
Ma che diavolo? Ancora una risposta priva di senso. La bestiola esibiva una tale sfacciataggine e sfrontatezza che Snale cominciò seriamente ad indispettirsi: - L'Obelisco-gut, bas kot vulove so pojkezar? -.
- Non ho idea di cosa voglia questo tizio, né chi diamine sia ma farà meglio a dircelo -.
- Vuoi saperlo eh? Ma subito... io sono il Phliggerridaff, caro il mio L'Obelisco -.
Quella palla di pelo conosceva L'Obelisco per nome. Ciò turbò il giovane: anche tra quegli estranei che sapevano dell'esistenza di un umano effettivamente cresciuto a Battrabae, solitamente ignoravano il suo nome. La situazione si faceva sempre più incerta e inquietante.
- Quanto a quello che voglio da te... è presto detto. –, una sinistra luce balenò nel pallido occhio del Phliggerridaff: - Voglio ucciderti! -.
Quella schietta dichiarazione di morte lasciò L'Obelisco e Snale di sasso. Non c'erano dubbi: il piccoletto era... -
Psilvi (375)
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Created on: 3/14/08 6:53 PM
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