... che avevano trapassato il terreno. Sembrava la bocca spalancata di un lupo.
Emmet cercò di concentrarsi per decidere cosa avrebbe dovuto fare, qual era il significato di tutto ciò che era successo negli ultimi due giorni e come avrebbe dovuto comportarsi, ma non riusciva a pensare lucidamente: aveva paura. Se suo padre fosse stato al suo posto, cosa avrebbe fatto? Forse avrebbe combattuto o tentato la fuga, rischiando di essere ucciso?
Si rese conto che non era preoccupato per la propria vita: l'unico suo timore era il libro. Il libro rilegato in pelle rossa, scritto da suo padre, era nascosto nel suo zaino: se Borgh e Anya lo avessero perquisito, glielo avrebbero portato via, e a lui non sarebbe rimasto più nulla. Se fosse morto, l'unica eredità di suo padre - l'ultima eredità di un intero popolo - sarebbe stata perduta.
Anya, che si era limitata ad osservarlo per gran parte del tempo, lo strattonò per un braccio e lo fece alzare, spingendolo bruscamente verso l'ingresso dell'antro.
"Ora devi entrare" disse in tono autoritario.
Emmet fece un passo verso l'ingesso della caverna. Poi esitò, si voltò e rimase immobile.
Anya lo guardò severa. "... -
demiurgo (270)
(readers: 3, score: 1, max length: 2, underlying passages: 2)
Genres:
Fantasy
This passage has been read by 3 users and has scored 0 points
Genres: Fantasy
Previous passages: 8
Created on: 5/6/08 9:46 PM
Comments: 0
Correct errors
About the story
This work is licensed under a Creative Commons License.