7 settembre - giorno
Ubicazione: Villa Holden
Missione: prelevare il dott. Holden - sigillare la Villa
Rapporto: ore 6.20 am. La squadra speciale A.L.F.A. irrompe all'interno della villa. Nessuna traccia del Dottor Barthemius Holden.
ore 6.51 am. Perquisizione dell'edificio.
ore 8.45 am. Sotterraneo cella B - rinvenuti resti di cadaveri smembrati e intubati e cavie vivisezionate
ore 11.04 am Villa sigillata
File Archiviati: prove di esperimenti illegali, documenti e ricerche finanziate da ignoti.
Dott. Holden: Disperso
21 settembre - ore 9.30
STUDIO MEDICO DOTT. EDWARS
- Fisso sempre il soffitto in attesa che la sveglia suoni. Sono ormai quattro notti che non riesco a dormire. Ho sempre lo stesso incubo -
- ha preso le pillole che le ho prescritto Sig. Wilson? -
- si, ma non hanno effetto su di me dottore -
- allora le prescrivo questo nuovo ritrovato...è di un mio caro amico. Premetto che è ancora in fase sperimentale, ma fin ora ha dato buoni risultati e solo pochi - un sospiro giocherellando con la penna a sfera sul tavolo - ...effetti collaterali -
Ero troppo stanco. Sentivo le mie membra così indebolite che se solo il vento avesse soffiato un pò di più, forse, cadrei come i castelli di sabbia. Avevo assolutamente bisogno di dormire, ma non c'era verso. Le pillole del Dottor Edwars non facevano che render più nitidi i miei incubi. Si, incubi. Anche se non riuscivo a dormire avevo come delle allucinazioni. Probabilmente avevo accumulato troppo stress dall'ultima missione o, forse, ero ancora sconvolto per la morte di mia moglie.
- correrò questo rischio Dottore - risposi poco convinto di quel che stavo facendo.
Volevo solo che tutto finisse.
- le prescrivo queste pillole - prese un foglio dal cassetto e fece scivolare rapidamente la punta della penna sul foglio, scrivendo con una calligrafia che solo i medici riescono ad avere. Insomma, di quelle che non riesci a capire un tubo di quel che c'è scritto. Degli scarabocchi. - si ricordi di mangiare qualcosa prima di prenderle...e non ne prenda più di due al giorno -
Ringraziai il dottore ed uscì dal suo studio con in mano il foglio della ricetta medica che avrei dovuto consegnare al farmacista della Hall, quando, il destino mi si scontrò letteralmente addosso. Potevo sentirne il calore bruciante sul mio petto e la macchia scura di caffè che pian piano si allargava a vista d'occhio sulla mia camicia ne è la prova.
- oh mio dio.....mi scusi.....oddio mi spiace tantissimo - disse la donna con la quale mi ero appena scontrato. Una donna bianca con dei lunghi capelli neri che le ricadevano perfettamente sulle spalle. Una pioggia corvina e due occhi d'ambra, caldi e luminosi. Sforzai un sorrisetto di circostanza nella sua direzione e analizzai il danno.
Camicia rovinata, ricetta illeggibile e 200 dollari buttati per aria. Si, era proprio una giornata da incorniciare ed era appena all'inizio.
- si calmi....-
- le pagherò la lavanderia....mi spiace tantissimo, ma è sbucato dal nulla ed io...-
- un momento... - la zittì sollevando la mancina mentre la mandritta frugava nella tasca interna della giacca
- questo è il mio bigietto da visita. Il numero è sul retro, mi chiami verso le otto...ora proprio devo andare - porsi il biglietto da visita e la lasciai lì a bocca aperta.
Ora, bella era bella, ma non avevo proprio voglia di perder tempo. Ero troppo stanco e dovevo assolutamente prendere quelle pillole. Dovevo dormire. Non potevo continuare così.
- Ehi, Bill ancora qui per l'insonnia eh? - chiese Damian, il farmacista della hall mentre gli sbattei la ricetta fradicia di caffè sul bancone - miseria ma che ci fai con le ricette, le inzuppi nel caffè-latte? guarda che non sono commestibili - boffonchiò cercando di sollevare con due dita il foglio della ricetta - non si capisce un accidente, ma...a quanto pare ti ha scelto come cavia bello mio...- commentò gettando nel cestino la ricetta
- che vuoi dire? - chiesi aggrottando la fronte
- che ti ha prescritto un farmaco ancora in fase di sperimentazione e di solito non diamo farmaci del genere senza un consenso del capoccia - disse indicando con l'indice il soffitto. Il capoccia, come lo chiamava lui era il direttore dell'ospedale. Un brillante avvocato New Yorkese che non capiva un tubo di medicina, ma pieno di soldi, schifosamente ricco.
Funziona sempre così, basta avere un conto in banca con nove zeri e tutto il mondo è ai tuoi piedi.
- ecco le pillole, vacci piano Bill o la prossima volta ti vedrò su una barella...stammi bene -disse porgendomi il flacone delle pillole.
- stammi bene Damian - lo salutai infilando il flacone nella tasca destra della giacca.
Uscii dall'ospedale. Pioveva proprio come dio comanda. Una scrociata d'acqua gelida ed io, fesso, non avevo nemmeno un'ombrello.
Li odiavo. Proprio non ce la facevo a tenere per più di due minuti in mano un'ombrello.
Sollevai la mancina facendo un cenno e urlando - Taxi!!! - prima di tornare a casa dovevo fare un salto in centrale. Entrai nell'auto passando la mandritta fra i capelli fradici
- alla centrale di polizia -
Presi in mano il flacone delle pillone che avevo messo nella tasca, lo aprì e ne esaminai una.
- ci siamo..sono tredici e cinquanta -
Frugai nella tasca posteriore dei pantaloni alla ricerca del portafoglio. Lo trovai. Ora c'è da premettere che io ho lo stesso portafoglio da ben ventiquattro anni ed è praticamente logoro le cuciture tengono che è un miracolo, ma alla fine serve solo per tenere il mio tesserino della scientifica, i documenti e i soldi. Stop. La sua utilità termina qui, quindi, non scandalizzatevi se per caso non è di marca. Funzionale quanto basta. Presi quattordici dollari e glieli piazzai davanti al muso - tenga il resto -
Scesi dalla macchina dopo aver rimesso nella tasca del pantalone il portafoglio e il flacone nella giacca.
Corsi all'interno dell'edificio riparandomi alla buona sotto il mio giaccone e appena misi un piede nel mio ufficio arrivò una telefonata. Non levai nemmeno la giacca di dosso. Sollevai il ricevitore.
- Wilson, ti do due secondi per portare le tue chiappe nel mio ufficio -
- ricevuto -
Ci voleva solo il capo incazzato. Chi poteva vantare una giornata migliore della mia? Levai solo la giacca. Uscìì dal mio ufficio e senza nemmeno prendere l'ascensore corsi per le scale raggiungendo il secondo piano. L'ufficio del Capitano era proprio affianco a quello dell'ispettrice Kelly Hells. Una donna che ti basta solo guardarla per perdere totalmente il controllo delle tue funzioni celebrali. Ammesso che sian mai state funzionanti, ovvio. La vidi uscire dal suo ufficio con quel suo tailleur verde. I capelli rossi tenuti legati in una treccia perfetta e nemmeno un filo di trucco sul viso. Mi sorrise e proseguì.
- Detective Wilson intende far la statua davanti al mio ufficio ancora per molto? -
La soave e carezzevole voce del capitano mi riportò con i piedi per terra. Volevo morire.
- Wilson, Wilson, Wilson -
Odiavo quando iniziava a cantilenare il mio nome. Cazzo so come mi chiamo, arriva al dunque.
- ho una brutta spina nel fianco...e tu sai quanto mi secchi aver gente che non m lascia dormir la notte, vero? -
Eccome se lo capivo. proprio a me veniva a parlare di riposo. Io. Io che non dormivo da quattro notti e mi tenevo in piedi per miracolo.
- si signore -
- bene, in quel fascicolo c'è tutto quel che devi sapere di questo caso. E' fondamentale che tu non ne parli con nessuno. Il tuo partner lo spedisco insieme a Berry per un pò. Vedi di sbrogliare questa faccenda il prima possibile odio avere i miei superiori attaccati al culo -
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