I miei sudditi eran lì, nella sala del trono.
Avvoltoi, in attesa che finissi con la mia preda.
I loro occhietti voraci saettavano sulle nostre figure in continuo movimento.
Nel pieno dell'estasi e della frenesia feci un cenno al mio consigliere ed egli mi versò del vino rosso in una coppa e me la porse. Mi staccai dalla mia preda.
Non ero esausta, ma adoro deliziare il mio palato con del buon vino rosso durante i miei giochi. Aumentano il mio potere e ai miei sudditi questo piace più del sesso stesso.
Vedermi bere del vino dopo aver raggiunto numerosi orgasmi era per loro uno spettacolo di cui non potevano fare a meno.
La mia preda ormai era in uno status in cui potresti anche torturarla a sangue e ti sorriderebbe ringraziandoti.
Era satura di potere e di piacere. Conosco quello status, è l'effetto del mio potere.
Sono la regina e il mio glamour può essere estremamente piacevole e allo stesso tempo terribile, a seconda di come decido di usarlo mi pare ovvio.
Lasciai la coppa ad Arnold, il mio consigliere e ritornai a deliziarmi con il sapore della mia preda.
Era un nuovo membro della Corte dei Dannati ed è usanza che ogni nuovo membro passi sotto le mie mani (in tutti i sensi) per ricevere il Marchio.
Quest'ultimo era davvero gradevole. Pelle candida, morbida e liscia. Capelli lunghi, ondulati e di diverse sfumature rossastre.
Una cascata di rubini sparsi sul mio corpo. Era assai piacevole.
Avrei accettato costui fra i miei amanti.
Era bello e decisamente resistente.
Un buon curriculum per entrare nelle mie grazie.
Avvicinai le mie labbra al suo membro e giocherellai con la lingua. Lo sentivo fremere al mio tocco.
Mi pregò, mi supplicò. Vidi il suo sguardo carico di speranza e di rabbia allo stesso tempo. L'avevo fatto attendere abbastanza. Dovevo Marchiarlo.
Dischiusi le labbra e dalla mia bocca uscì un raggio di luce scarlatta. Il mio marchio si posò sul suo membro, riempiendolo di potere.
Ebbi un fremito.
Marchiare i miei sudditi mi dava sempre una scossa di potere, del loro potere.
La riconoscenza. Mi da sempre un certo effetto.
Mi riempì e raggiunse con il suo calore il mio ventre.
In quel momento Lui era Mio.
Nella vita e nella morte.
Apparteneva al mio Potere.
Era parte di Esso.
Mi sentì carica di nuova energia.
La magia continuava a fluire fra noi.
Era palpabile.
Reale.
Rubino era davvero invitante. Aveva dentro di se del glamour sidhe che era come miele per il mio potere, se il mio potere fosse un'ape.
Succhiai la sua magia attraverso il suo membro, insieme allo sperma. Mi riempì così tanto che mi sentii come se fossi sbronza.
Arnold, mi allontanò dal mio nuovo suddito e questo significava solo una cosa.
Avevo esagerato e i miei sudditi potevan anche rimanere a bocca asciutta se Rubino si fosse stancato troppo.
Mi aveva ceduto troppo potere.
Era bello, invitante, ma talmente inesperto e ingenuo che quasi mi dispiacque lasciarlo nelle mani dei miei avvoltoi, ma ero stanca anch'io.
Arnold mi codusse al mio trono ricoprendomi con una tunica di seta nera come l'inchiostro.
Mi aiutò a sedere e mi bagnò le labbra con un fazzoletto impregnato d'acqua gelida.
Il mio consigliere sa sempre come placare il mio potere.
Carezze e acqua gelida sulle labbra.
Più tardi, mi avrebbe deliziato con il suo glamour.
Mi avrebbe appagata e placata, come solo lui sa fare.
Rimasi a fissare il vuoto e riuscì solo a dire: "una nuova rosa..nel mio giardino"
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