.... Quell'essere non stava scherzando, faceva sul serio: voleva ucciderlo!
Bisognava contrattaccare al più presto.
L'Obelisco colpì con violenza la pupilla del Phliggerridaff, che era esposta a pochi centimetri dalla sua faccia. D'istinto la creatura lasciò la presa per coprirsi l'occhio: - Phliiii, Phliiiig! Doloreeeee! -.
Mentre rotolava per terra come in preda alle convulsioni, il giovine ebbe il tempo per riprendere fiato; poi il mostriciattolo, ancora più infuriato si scagliò contro L'Obelisco per effettuare un secondo attacco.
L'umano questa volta era pronto, però. Schivò la carica aerea della bestia, scansandosi da una parte. Quindi afferrò un braccio del Phliggerridaff mentre questo era ancora in volo, e sfruttando la sua stessa inerzia compì un'enorme rotazione verso l'alto per poi schiantare quell'ammasso di carne blu al suolo.
Il corpo del Phliggerridaff smise di muoversi. Nessun vertebrato di quelle dimensioni poteva sopravvivere ad un simile schianto. Era successo tutto in un attimo, L'Obelisco a malapena si era reso conto di ciò che stava accadendo e aveva agito d'impulso.
I due guardarono la ripugnante bestiola giacere inerte, e priva di vita, sul lastricato. Se L'Obelisco da un lato si sentiva a disagio per aver ucciso quella creatura, dall'altro lato era assai sollevato: l'assalto di quell'essere, per quanto piccolo che fosse, lo aveva scosso terribilmente. Del resto non aveva motivo di compiangersi di aver ammazzato quel piccolo abominio, il suo era stato un legittimo atto di autodifesa. Forse, pensò, avrebbe potuto evitare di ucciderlo, ma tutto era stato così rapido da non lasciargli tempo di pensare ad alcunché.
- Estove kaputon? -, si arrischiò a chiedere l'ingegner Snale. - Sembra di sì. Non respira... -.
- Ytquecapo! Kut malediur ???estovetix??? -. - No, non chiedermi cosa fosse. Ne so quanto te. Un pazzo da legare, probabilmente -. L'Obelisco rimase in silenzio per un po', poi continuò: - Almeno ora non darà più fastidio a nessuno. Snale, dammi un secondo solo per riprendermi, se non ti dispiace. Ho ancora lo stomaco dolorante -. - Benvais! -.
Il ragazzo si sedette su una pietra che si trovava a lato della strada; aveva preso proprio una bella botta, in piena pancia; ma il dolore per fortuna stava lentamente svanendo.
Tuttavia, nel preciso istante in cui il sole scompariva dietro le creste dei monti d'indaco, accadde qualcosa di totalmente inatteso. Una scarica luminosa di colore viola acceso attraversò da parte a parte quel che rimaneva del povero Pliggerridaff. Quel corpo rivoltante si mosse, come se fosse governato da delle forze invisibili, e cominciò a gonfiarsi. Si gonfiava, si gonfiava come un enorme uovo, e cresceva in volume: divenne parecchio più grande delle sue originali dimensioni. L'Obelisco e Snale erano paralizzati a guardare quello spettacolo raccapricciante.
In pochi istanti quella pustola di carne si gonfiò a tal punto da sembrare che stesse per scoppiare da un momento all'altro. Fu allora che cominciò letteralmente a schiudersi. Esatto: quella sfera di carne putrescente e peli si aprì come un guscio. E un'altra bestia, ancora più inquietante della prima e grossa almeno il doppio, spuntò fuori da quello schifoso involucro.
- Phliiiig! Come brucia! Brucia da matti. Phliiig !-. La creatura che apparve davanti ai due viaggiatori era alta poco più di un metro, e li guardava in cagnesco attraverso due occhi sensibilmente diversi fra loro: uno era molto più piccolo dell'altro. Aveva braccia lunghe e gambette cortissime, la testa era piegata così in avanti rispetto al corpo che sembrava gobbo. I bordi della sua bocca erano cosparsi di tantissimi dentini seghettati, ed erano messi in bella mostra da un sorriso innaturale e agghiacciante, carico di malvagità. Tutto quanto era nuovamente ricoperto di quell'orribile pelliccia ispida e scura.
Alla vista di quello spettacolo disgustoso, L'Obelisco sbigottito riuscì a malapena ad aprir bocca - E tu chi... cosa saresti? -.
- Phligger, phligger! Ma come? Sono sempre io, il Phliggerridaff. Mi sono stancato delle tue domande inutili, stupido umano. - urlò il mostro, - Non avrai l'occasione di farne delle altre, dopo che ti avrò ammazzato! -, e si avventò contro L'Obelisco.
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