Fu svegliato di colpo dal suono dell'allarme.
In tutti gli anni trascorsi su quella nave ci aveva fatto l'abitudine. Spesso, una volta inserite le coordinate nel computer, si concedeva qualche ora di sonno, nell'attesa di arrivare a destinazione. Ogni tanto, però, qualcosa andava storto: capitava di imbattersi in gruppi di detriti non segnati sulle mappe, di passare troppo vicino al campo gravitazionale di qualche corpo celeste di recente scoperta o, peggio ancora, di imbattersi in qualche nave "mercantile" non proprio amichevole.
Essendo abituato da molto tempo a viaggiare da solo, aveva imparato a riprendersi dal torpore in tempi brevissimi: una sola esitazione avrebbe potuto avere gravi conseguenze, e non aveva nessun altro sulla nave su cui contare.
Arrivò in cabina qualche secondo dopo, completamente sveglio. Fuori dall'abitacolo, un gigante gassoso ruotava placidamente sul proprio asse, mentre un piccolo satellite brillava di luce riflessa.
Controllò la strumentazione per cercare cosa potesse aver causato l'allarme, ma non trovò nulla. Poi, alzò gli occhi, e, al centro dell'oblò, lo vide.
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